
Si svuota un garage, si rivendono tre biciclette e un’auto, e nel momento di pubblicare su Leboncoin, appare un messaggio: spese di inserzione. Dall’inizio del 2026, la piattaforma ha progressivamente modificato la sua griglia tariffaria per i privati, con soglie che variano a seconda delle categorie e del volume degli annunci. Il cambiamento non salta all’occhio finché si rimane sotto i limiti, ma non appena si superano, la fattura cresce rapidamente.
Quota di 50 annunci gratuiti: come funziona davvero il contatore
Il meccanismo centrale del nuovo sistema si basa su un quota globale di 50 annunci gratuiti per account, di tutti i tipi. Questo numero include le pubblicazioni e i rinnovi. In altre parole, ripubblicare un annuncio scaduto consuma un’unità della quota, esattamente come una creazione.
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Il calcolo della quota tiene conto dell’attività dell’account da marzo 2025. Se hai pubblicato regolarmente da questa data, il tuo contatore non viene azzerato: riflette la storia cumulata. Un venditore che aveva già depositato una quarantina di annunci tra marzo 2025 e aprile 2026 si ritrova quindi con un margine molto ridotto prima di passare alla modalità a pagamento.
Oltre i 50 annunci, si applicano spese di inserzione per ogni nuova pubblicazione. Leboncoin non ha dettagliato pubblicamente una griglia unica: gli importi sembrano variare a seconda della categoria. Ne parleremo più avanti, in particolare per l’automobile dove la tariffa è particolarmente elevata. Per approfondire gli importi noti e i trucchi legati a queste spese, si possono consultare i prezzi degli annunci Leboncoin privati 2026 su Annu Moteurs, che documenta i livelli per categoria.
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Un altro punto operativo: l’acquisto di crediti non è più possibile. I crediti già acquisiti rimangono validi fino alla loro data di scadenza, ma una volta esauriti, non c’è possibilità di ricarica. Questo cambiamento chiude la porta a coloro che utilizzavano i crediti per aggirare i limiti di rinnovo.

Annunci auto su Leboncoin: il livello a 79,90 euro dalla terza pubblicazione
La categoria veicoli (auto, moto, furgoni) funziona con regole più restrittive rispetto alla quota generale. Ogni privato dispone di due annunci gratuiti all’anno per i veicoli. A partire dalla terza, si applica una spesa di inserzione di 79,90 euro IVA inclusa.
Questa tariffa non è progressiva. Che si tratti del terzo o del quinto annuncio auto dell’anno, l’importo rimane lo stesso per pubblicazione. Per qualcuno che rivende un solo veicolo personale, il cambiamento passa inosservato. Per un privato che acquista e rivende regolarmente auto usate, la fattura diventa rapidamente una voce di bilancio a sé stante.
Rinnovo e cancellazione-ripubblicazione
Cancellare un annuncio auto e poi ripubblicarlo non azzera il contatore. Il sistema traccia l’attività dell’account, non lo stato individuale di ogni annuncio. Questa logica mira ai venditori regolari che aggiravano i vecchi limiti riciclando le loro pubblicazioni.
I feedback variano su questo punto, ma diversi utenti di forum specializzati segnalano che anche un cambiamento minore nel testo dell’annuncio (prezzo regolato, foto modificata) non impedisce il conteggio. La quota è legata all’account, non al contenuto.
Spese di transazione sicura Leboncoin: chi paga cosa nel 2026
Le spese di inserzione (legate alla pubblicazione) non devono essere confuse con le spese di transazione sicura (legate alla vendita effettiva). Su questo secondo aspetto, la regola non è cambiata:
- Il venditore privato non paga alcuna commissione sull’importo incassato tramite la transazione sicura. Riceve il prezzo visualizzato, integralmente.
- L’acquirente sostiene le spese: 0,70 euro più il 5% del prezzo in consegna, o una tariffa fissa di 0,99 euro per una consegna a mano.
- Il limite della transazione sicura rimane fissato a 2.500 euro. Oltre, è necessario utilizzare un altro metodo di pagamento.
Questa distinzione è centrale: pubblicare ora costa qualcosa, ma vendere rimane gratuito per il venditore finché si utilizza il circuito standard della piattaforma.
Opzioni di visibilità a pagamento: quanto costano le messa in evidenza
Indipendentemente dalla quota e dalle spese di inserzione, Leboncoin offre sempre opzioni di messa in evidenza fatturate al venditore. Queste opzioni non sono nuove, ma pesano di più nel budget globale ora che la pubblicazione stessa può essere a pagamento.
- L’opzione “In evidenza” costa qualche euro per annuncio e posiziona temporaneamente la pubblicazione in cima alla lista.
- L’opzione “Urgente” aggiunge un badge visivo e un posizionamento prioritario.
- Il pacchetto “Visibilità” combina diverse messe in evidenza con una tariffa combinata.
Nessuna di queste opzioni modifica la quota di 50 annunci. Si aggiungono alle eventuali spese di inserzione. Un venditore attivo che accumula pubblicazioni a pagamento e opzioni di visibilità può facilmente spendere diverse decine di euro al mese sulla piattaforma.

Il rischio di riclassificazione in professionista
Leboncoin non è l’unico a monitorare i volumi di vendita. La DGCCRF può riclassificare un privato in professionista se la sua attività supera una certa soglia di regolarità e di reddito. In caso di riclassificazione, si applicano commissioni professionali, che aumentano notevolmente: fino al 15% per vendita a seconda della categoria, per i conti professionali senza abbonamento.
La nuova griglia tariffaria di Leboncoin agisce come un filtro economico che spinge i grandi venditori verso lo status professionale o verso altre piattaforme. Per un privato che vende occasionalmente, il modello rimane favorevole. Per un rivenditore regolare che rifiuta lo status professionale, ogni annuncio aggiuntivo oltre la quota rappresenta un costo diretto, a cui si aggiunge un rischio fiscale.
Il passaggio a queste nuove tariffe, operativo dal 27 aprile 2026, non riguarda i conti con abbonamento professionale. Solo gli utenti senza abbonamento, che si dichiarino privati o meno, sono soggetti alla quota e alle spese di inserzione. Il confine tra uso occasionale e attività commerciale non è mai stato così netto su Leboncoin, ed è precisamente il segnale che la piattaforma cerca di inviare.